PhotobyNoëlZiaLeeonFlickr

È questa una frase comunemente espressa dai proprietari, a volte sotto forma di domanda, altre volte come affermazione, ma quale è la risposta?

Nessuno (o quasi nessuno) è esonerato da un atteggiamento di umanizzazione (antropomorfizzazione) verso il proprio cane.

L’uomo ha comunemente il vizio, la presunzione o la condanna di farlo. Ma questa è una storia lunga e complessa.

Il cane è un animale sociale ed è quindi naturalmente portato (non può farne a meno) a relazionarsi con noi.

Se abbiamo una media o buona leadership e se abbiamo strutturato una relazione con lui (anche se con delle carenze),  è comune che attuerà una serie di comportamenti per noi piacevoli e gratificanti:

  • sarà entusiasta di vederci tornare a casa,
  • avrà spesso il suo sguardo su di noi,
  • cercherà di leccare la nostra faccia/bocca,
  • avrà delle posizioni corporali arrendevoli (avvicinarsi con la testa leggermente abbassata, porgerci il fianco, sdraiarsi supino, ecc…),
  • ricercherà attenzioni e contatto fisico,
  • tenderà ad avere sempre un comportamento coerente (anche se il nostro non lo è!),
  • sarà collaborativo nell’apprendere,

ecc…

Queste modalità di comportamento fanno però parte di un linguaggio che il cane porta nel proprio DNA e che servono, in un ipotetico branco, a non entrare in conflitto, a regolamentare le gerarchie e a ribadire la posizione del leadership.

Si può quindi anche affermare che siano comportamenti espressi per ottenere un VANTAGGIO, come l’accettazione nel gruppo e l’appartenenza ad esso con le conseguenti sicurezze: riparo, cibo, protezione, ecc…

La cosa consolante è che il cane le esprimerà (generalmente) nel caso in cui la relazione sia per lui appagante, sicura, positiva. Insomma se siamo dei bravi compagni di vita.

Naturalmente, e purtroppo, a volte i cani mettono in atto comportamenti di questo tipo anche con proprietari non meritevoli.
Può infatti accadere che il cane sia un soggetto (per razza o per individualità) con un carattere debole e che, se ingiustamente minacciato (fisicamente o psicologicamente), cerchi disperatamente di non entrare in conflitto con il proprietario.

Non trovo comunque corretto dare al termine “VANTAGGIO” una connotazione prettamente negativa.
È sano e comune scegliere di passare il nostro tempo, condividere e strutturare la nostra vita con persone che ci “portano vantaggio”: ci divertono, ci danno sicurezza o, semplicemente, ci fanno sentire bene, e questo perché siamo animali sociali anche noi.

A mio avviso, l’elemento straordinario del legame che si può creare tra Uomo e Cane è il fatto di poter avere una relazione così appagante con un soggetto di un’altra specie.

E non è cosa da poco.

A questo punto sarebbe interessante che qualcuno si porgesse anche la domanda:

-Perché il mio cane “non mi vuole bene”?/Non mi considera?-

E la risposta non è delle migliori, dato che i cani hanno eccellenti capacità nel relazionarsi socialmente.

Qualcuno ha detto: “SE IL TUO CANE NON TI GUARDA, VAI A CASA E FATTI UN ESAME DI COSCIENZA”.