
Abbiamo deciso di inaugurare una nuova sezione, dove potrete raccontare la vostra esperienza al canile. Adozione, volontariato, adozione a distanza: vogliamo conoscere la vostra storia. Pubblicheremo i racconti che ci invierete riconoscendovi la paternità dell’articolo, ad una condizione: i contenuti presenti su acsimola.it vengono e verranno distribuiti liberamente con una Licenza Creative Commons, questo significa che chiunque è libero di riprodurre, distribuire e modificare l’opera (la vostra in questo caso) citando la fonte e per scopi non commerciali. Inviateci i vostri racconti!
Joss
La prima volta che ti ho visto te ne stavi dentro ad una gabbia come tante, la numero 16. Insieme a te e come te, altri 3 mucchietti di pelo dall’aria dolce, ma con uno sguardo stanco e disilluso. Mi è bastato un attimo per capire che eri proprio tu che volevo. Scodinzolavi, camminavi freneticamente avanti e indietro, abbassavi le orecchie e spalancavi gli occhi come a dire: “prendimi”.
Al canile municipale di Imola ci sono tanti occhi così e dicono tutti esattamente la stessa cosa. Ma tu per me, dopo un solo istante, eri già diverso. Tante volte mi ero immaginata il momento in cui avrei potuto scegliere un cane, ma non credevo avrei provato un’emozione così forte. Non sai perchè, ma d’improvviso senti che tu e quel quattro zampe lì davanti avete qualcosa in comune, potete regalarvi vicendevolmente tutto l’affetto e tutta la tenerezza di questo mondo.
L’adozione a distanza consiste nella possibilità offerta agli amanti dei cani di prenderne in affidamento uno (o anche più) dal canile. Non si diventa padroni del cane, ma lo si può andare a trovare negli orari di apertura al pubblico, portarlo a spasso, tenerlo con sè per un week-end, riempirlo di tutte quelle coccole che solo il “miglior amico uomo” (quando questo non diventa il nemico che sempre più spesso lo abbandona in mezzo ad una strada prima di partire per le vacanze d’agosto) può donargli.
L’adozione a distanza non costa praticamente nulla, solo 50 euro annuali per ogni cane adottato. Questa piccola ma importante somma, che cresce all’aumentare del numero delle adozioni, viene utilizzata dal canile per far fronte alle spese veterinarie di cui necessitano tutti i 4 zampe ospitati dalla struttura.
Un giorno come tanti altri, un’operatrice del canile mi ha comunicato che qualcuno ti aveva “prenotato”. Quando me l’ha detto sono rimasta come un’ebete immobile davanti al cancello del canile. Lei mi spiegava che si era già proceduto al controllo dell’appartamento in cui saresti andato a vivere, che si trattava di ragazzi giovani, che avrei avuto 10 giorni di tempo per pensarci su: se potevo portarti a casa okay, altrimenti (come da regolamento dell’adozione a distanza) saresti andato via con loro.
Ci ho messo qualche minuto per realizzare, poi ho pianto con tanto di singhiozzi a raffica. Ci ho messo qualche ora, invece, per capire che in fondo era giusto così.. che dovevo mettere da parte quel pizzico di egoismo che gridava: “Joss resta con me” per pensare solo ed esclusivamente al tuo bene. Avevo paura (benchè molte persone mi avessero tranquillizzato in proposito) che tu ti saresti scordato di me, di noi. Di tutte le volte che sono venuta a prenderti e tu, ogni sacrosanta volta, mi accoglievi saltellando e scodinzolando. Non importava quanto tempo fosse trascorso dalla visita precedente, non mi hai mai dimostrato rancore.
E temevo che potessi dimenticarti delle vaschette stracolme di pasta fumante, condita con quelle prelibatezze che il menu del canile non prevedeva: salsiccia, prosciutto, wurstel.. Oppure delle volte in cui ti caricavamo nel baule della Punto e ti portavamo a spasso al parco e tu, là dietro, ad ogni curva perdevi l’equilibrio. O di quando ti insegnavamo il “seduto” e il “terra” e tu, in confusione totale, passavi freneticamente dalla posa seduta a quella accucciata, come un musulmano che si inchina ripetutamente rivolto alla Mecca (di qui l’invenzione di un nuovo comando per cani: “allah”). Avevo paura che avresti interpretato il tutto come un abbandono, l’ennesimo abbandono.
Qualche giorno dopo aver ricevuto la notizia del tuo affido, ci siamo salutati, ho passato il guinzaglio nelle mani dei tuoi nuovi padroni e ti ho visto andare via con loro. Sono stata sicura fin da subito che avresti fatto il bravo, che ti saresti fatto voler bene dal profondo del cuore e che saresti stato ricoperto da tanto di quell’amore che presto avresti dimenticato i 3 anni e mezzo trascorsi al canile. Così è stato. Circa 2 settimane dopo siamo venuti a trovarti nella tua nuova casa e vederti è stata un’emozione fortissima: eri bellissimo, tutto pulito e spazzolato. Soprattutto, eri felice. Scodinzolavi e saltellavi esattamente come quando ci vedevi arrivare al canile e le feste che ci hai fatto, leccandoci le mani e saltandoci in grembo, ci hanno fatto capire che non avevi dimenticato. Uno dei tuoi nuovi padroni ci ha detto che sei davvero bravo e che, nonostante il lungo periodo trascorso in gabbia, non combini nessun tipo di guaio in casa ma che, anzi, quando tornano dal lavoro non trovano mai niente fuori posto (nemmeno i tuoi bisogni, che hai imparato fin da subito a fare fuori all’aperto, durante le passeggiate).
Sono (e credo di poter dire che lo siano tutte le persone che ti hanno conosciuto) orgogliosa di te, Joss. Ti auguro tutto il bene di questo mondo e …. ti auguro anche di riuscire a conquistare il cuore di Luna, la cagnetta dell’edicolante che, a quanto ho sentito, ti ha fatto perdere la testa!!
Con affetto,
i tuoi amici
Paola e Manu.





bellissimoooo!!!
qualke lacrimuccia è scesa xò….