Il primo approccio che ho con i proprietari consiste in una telefonata dove, in genere, mi si espongono i problemi che il cane procura al proprietario o alla famiglia e poi mi si chiede se l’età del cane è giusta per iniziare un “corso di addestramento”.
È pensiero comune credere che sia necessario che il cane compia un (1) anno di età per iniziare un percorso educativo, questo deriva dal fatto che quando “addestrare” un cane consisteva esclusivamente nell’utilizzare metodi coercitivi, era necessario aspettare che il cucciolo crescesse, in modo tale da poter meglio sopportare lo stress fisico e psicologico del lavoro.
Inoltre, dato che l’approccio non era, come oggi, teso al rispetto psicologico del cane, non era molto importante se, ad un certo punto della vita dell’animale, si stravolgevano tutte le regole (anzi, le non-regole) tre il cane e la famiglia.
È significativo che, con l’avvento di metodi di insegnamento più rispettosi, sia nata una maggior diversificazione tra i termini utilizzati per indicare il lavoro sul cane e i relativi istruttori.
Il termine “addestrare” fa riferimento, ad esempio, al lavoro relativo alla preparazione dei cani da utilità, per “istruttore” si intende colui che insegna discipline sportive specifiche come l’obedience, l’agility, ecc…
Con il nome di educatore cinofilo ci si riferisce invece a chi cura il primo approccio sul cucciolo, sul cucciolone (o su un cane adulto non ancora educato) attraverso un corso di educazione di base.
Quando (e succede molto raramente) si crea una fortunata situazione in cui il proprietario mi chiama poco dopo aver preso il cucciolo in allevamento o addirittura capita che mi chiami prima di andarlo a prendere (e questo vale anche per le adozioni al canile), io suggerisco questo percorso:
Un primo incontro di consulenza, dove il proprietario riceverà le informazioni necessarie per instaurare fin da subito un corretto rapporto con il cucciolo, oppure, se il cane è già cresciuto o sono già insorti problemi e incomprensioni, un incontro di consulenza relativa al comportamento;
Alcuni incontri guidati, con altri cuccioli e cani adulti equilibrati, per iniziare subito e correttamente la comunicazione/socializzazione del cucciolo con i propri simili;
Compiuti i 3 mesi di età o, in alcune situazioni, i 4 mesi, il cucciolo può già iniziare il corso di educazione di base.
Se si attende che il cucciolo cresca, è molto frequente che si instaurino piccoli (o grandi) problemi, i più frequenti sono:
il cane impara a tirare al guinzaglio;
il cane struttura problemi di relazione con gli altri cani, le persone, l’ambiente;
il cane impara a giocare in modo scorretto con i proprietari;
il cane tarda ad imparare a fare i bisogni fuori casa;
nel cane si gettano le basi per problemi comportamentali anche gravi (da considerare seriamente sono i problemi legati all’aggressività).
Prevenire problemi di questo genere è una garanzia per una vita serena, equilibrata e, perché no, felice.
Per il cane e per la sua famiglia!
Continua l’impegno da parte dell’ Associazione Cinofila Santerno nel promuovere le consulenze di pre-acquisto o pre-adozione del cucciolo e del cane adulto, con l’intento di limitare eventuali successive rinunce.
Le cause che più frequentemente portano all’abbandono dell’animale o alla restituzione del cane adottato presso il canile, sono l’insorgere di comportamenti non graditi, causati dalla mancanza delle giuste informazioni su come crescere il cucciolo, dall’utilizzo di errati luoghi comuni per educarlo e/o dalla scelta di una tipologia di cane non corretta relativamente alle aspettative della famiglia.
È possibile richiedere una consulenza gratuita e individuale per tutti coloro che desiderano acquistare un cucciolo o adottare un cane presso il canile.
Durante il colloquio, della durata di circa un’ora, verranno fornite le necessarie informazioni per affrontare fin da subito una corretta convivenza.
Verrà inoltre suggerita una valutazione della tipologia di cane che meglio si potrà adattare allo stile di vita della famiglia, non solo relativamente alle caratteristiche fisiche del cane ma soprattutto a quelle caratteriali.
Per il benessere del cane e la serenità famigliare.
Non mi sono interessata alle aree di sgambamento finchè non ho avuto Geca, la femmina di Jack Russell Terrier. Fino a quel momento avevo frequentato con Flag, il maschietto meticcio, solo parchi pubblici, colline e le strade cittadine. Flag, se posso dirlo, è il miglior cane da passeggiata che io possa desiderare, mentre Geca è…un Terrier!
Fino ad un anno e mezzo fa abitavo a Bologna e, vicino a casa mia, avevo trovato uno sgambatoio (ovvero un’area recintata dove i cani possono muoversi liberi dal guinzaglio) ben recintato, con due panchine per sedersi, una fontana funzionante e praticamente sempre vuoto.
Il motivo per cui era poco frequentato l’ho capito in fretta: il terreno era così minuziosamente ricoperto di escrementi che era quasi impossibile camminarci e, soprattutto d’estate, l’odore era insopportabile. Persino per me che lavoro con i cani.
Ho scoperto in breve che molti sgambatoi di Bologna e dintorni erano in quelle condizioni, a parte alcune situazioni autogestite da proprietari volenterosi. Ora abito a Imola, dove le aree di sgambamento certo non mancano.
Questi spazi sono un’occasione unica per lasciare libero il proprio cane nell’ambiente cittadino senza incorrere in sanzioni e soprattutto in sicurezza. È indispensabile che un cucciolo o un cane adulto possano quotidianamente muoversi anche liberi dal guinzaglio per alcuni motivi:
per consumare il surplus energetico correndo ed esplorando olfattivamente;
per giocare con altri cani e sviluppare o mantenere una corretta modalità di approccio sociale (e per consumare energia);
per relazionarsi con il proprietario liberi dal guinzaglio.
Di fronte a casa mia c’è un bellissimo sgambatoio ma…
Innanzitutto i cancelli e la recinzione sono alti da terra almeno 15/20 cm e la mia Jack Russell è alta 26 cm, dato che lo sgambatoio ha due lati che confinano con strade intensamente trafficate corro un certo pericolo a lasciarla libera e così tutti coloro che hanno un cane di piccola taglia.
Ma soprattutto ho ritrovato la stessa condizione del terreno dello sgambatoio di Bologna. Vedo proprietari che fanno entrare il cane aspettando fuori dal cancello oppure in auto per poi andarsene senza preoccuparsi di utilizzare un sacchettino.
Trovo che sia paradossale. L’area è dedicata ai cani e ai loro proprietari che, non prendendosene minimamente cura (basta raccogliere la cacca del proprio cane) sono costretti a non poterci entrare.
Come si suol dire: Darsi la zappa sui piedi!
Io personalmente, ogni tanto, ci entro sperando di non pestarne troppe, con Geca al guinzaglione lungo e proprio non resisto…la cacca la raccolgo.
Presso l’ Associazione Cinofila Santerno, in via Altobelli - zona industriale Poiano, è possibile per i Soci utilizzare 2 aree di sgambamento recintate e regolamentate.
Grazie alla collaborazione della Dott.ssa Emme, abbiamo deciso di inaugurare una nuova sezione riguardante le caratteristiche genetiche delle principali razze canine. Iniziamo oggi con l’Australian Shepherd.
Australian Shepherd (Aussie).
Spesso ci si riferisce ad un cane particolare più in base ad alcune caratteristiche morfologiche, quale il suo mantello, che alle modalità e principi che sottendono la sua riproduzione.. Si parla, per esempio, di Aussie blue merle o di Aussie red merle.. Ma a ben vedere, gli aggettivi “blue merle” e “ red merle” altro non sono che il risultato di incroci. Cerchiamo di capire alcuni dei principi genetici che portano alla riproduzione di questa razza. Quando parliamo delle caratteristiche del mantello di un cane prendiamo in considerazione diversi parametri che concorrono, nel loro assieme, all’effetto finale che noi abbracciamo in un solo sguardo (fenotipo). Tra le varie sorgenti che la rete propone, abbiamo scelto di riportare le parti più salienti dei paragrafi che Wikipedia affida alla definizione del vocabolario tecnico che distingue le caratteristiche del mantello in termini di colore e tipo. Il colore del mantello può essere:
Nero: nero puro o talvolta grigio.
Marrone: da mogano a marrone molto scuro.
Rosso: ricorda il mogano, il ciliegio o molte altre sfumature, compreso fegato e oro-rosso.
Giallo: dal crema pallido al giallo-oro.
Oro: dall’albicocca pallida al rosso-giallo scuro.
Grigio: da pallido a scuro, incluso color argento, può essere mescolato ad altri colori od ombreggiature a formare il pepe-sale, pepe, grigiastro, blue-nero grigio o argento-giallastro.
Blue: grigio metallico scuro, spesso come un blue merle o a macchie (con nero)
Zibellino: col pettini di nero su sfondo oro, argento grigio o marrone rossiccio.
Bianco: distinto dal cane albino.
Il tipo di mantello include:
Mantello a due colori: come nero e marrone rossiccio , rosso e bianco. Il mantello ha ambedue i colori ma in zone ben definite e separate, usualmente il colore più chiaro è sulle parte inferiori delle zampe e pancia.
Tricolore: tre colori, usualmente nero, marrone rossiccio e bianco o fegato, marrone rossiccio e bianco.
Pezzato: mistura di nero con marrone, marrone rossiccio, o oro, usualmente disposti come nella tigre.
Arlecchino: pezzato a gocce nere su bianco.
Merle: mantello marmorizzato con pezzature più scure e macchie di un colore specifico
Multicolore: mantello a due colori con i colori che sono disposti a pezzature in quantità simile.
Tuxedo: compatto (solitamente nero) con una macchia bianca (tipo il davanti della camicia) sul torace, e bianco su parte o su tutti i piedi (ghette). Questo tipo è chiamato Irish Spotting, Flashy, o Boston.
Su queste basi esaminiamo le caratteristiche genetiche dell’Aussie, approfondendo alcune correlazioni fenotipo-genotipo. Consideriamo il colore del mantello. Nell’Aussie vi sono due colori base, il nero ed il rosso. Il colore base del’Aussie blue merle è il nero, mentre il rosso è il colore base dell’Aussie red merle. Genotipicamente, il blue merle è un cane nero con un gene merle, l’Aussie red merle è un cane rosso con un gene merle. Dal punto di vista genetico, il Nero è un gene dominante (N), il rosso è il gene recessivo (r). Vale a dire: tenendo presente che si ereditano due geni, uno paterno e l’altro materno, basta un solo gene nero perché il colore si esprima, sono necessari due geni rossi perché il rosso si palesi. Alcuni esempi:
Tutti i cuccioli Nero x Nero = Nero (senza gene rosso).
Tutti i cuccioli che derivano da Nero (con rosso) x Nero (con rosso) saranno per il 75% Nero (con rosso) e per il 25% rosso (senza nero)
I cuccioli da rosso x Nero (che ha anche il rosso) potranno essere o Neri o rossi al 50%: tutti i Neri avranno anche il gene rosso, seppur dominato nell’espressione dal Nero.
Consideriamo ora il tipo del mantello, prendendo in considerazione il gene merle, che produce fenotipicamente macchie di pigmento diluito miste ad una colorazione di melanina normale. Il fenotipo merle, di cui troviamo già traccia in testi del 1800 (AE Brehm - La vie des animaux illustre - JB Baillière Paris 1868, Buffon and G. Cuvier - Histoire naturelle - Publisher Pourrat Frères 1839), è ereditato come tratto autosomico dominante. I cani eterozigoti presentano zone del mantello in cui le regione eumelaniniche sono diluite irregolarmente ed in modo incompleto. Spesso questi individui presentano eterocromia dell’iride e possono presentare mancanza di pigmento visibile della retina. Negli individui omozigoti il fenotipo è molto più grave: ad un mantello assai più chiaro, se non totalmente bianco, si associano gravi anomalie dell’occhio, sordità, anomalie multiple scheletriche, cardiache e dell’apparato riproduttivo. Si è suggerito che la sordità possa essere dovuta alla mancata sopravvivenza o degenerazione dei melanociti nella coclea. (Strani GM). Su base genetica, il fenotipo merleè stato recentemente oggetto di studi molto approfonditi. Hedan B et al hanno identificato, attraverso analisi di linkage su una serie di pedigree di Aussie, il locus merle sul cromosoma 10, in prossimità al centromero. La regione ortologa corrispondente (sequenza dello stesso in specie diverse), sia nell’uomo che nel topo, corrisponde ad un singolo segmento conservato lungo lo sviluppo filogenetico, ad indicarne l’importanza nel codice genetico. Nel 2006 Clark LA et al, sulla base di risultati ottenuti con studi di linkage in precedenti lavori (Clark et al, 2004 e Guyon R et al ) suggeriscono, studiando gli Shetland Sheepdog, che la mutazione sia a carico di un gene importante nella pigmentazione (gene SILV) e che sia costituita da una corta inserzione a livello introne/esone. Ad ulteriore riprova, l’inserzione è presente nel fenotipo merle, assente negli individui non merle.
Richard Guyon,* Travis D. Lorentzen,† Christophe Hitte,* Lisa Kim,† Edouard Cadieu,* Heidi G. Parker,† Pascale Quignon,* Jennifer K. Lowe,† Corinne Renier,*‡ Boris Gelfenbeyn,† Françoise Vignaux,* Hawkins B. DeFrance,† Stephanie Gloux,* Gregory G. Mahairas,§ Catherine André,* Francis Galibert,*¶ and Elaine A. Ostrander† A 1-Mb resolution radiation hybrid map of the canine genome. ¶Proc Natl Acad Sci U S A. 2003 April 29; 100(9): 5296–5301.
Leigh Anne Clarka, 1, Kate L. Tsaia, 1, Jörg M. Steinerb, David A. Williamsb, Trina Guerrac, Elaine A. Ostranderd, Francis Galiberte and Keith E. Murphy Chromosome-specific microsatellite multiplex sets for linkage studies in the domestic dog GenomicsVolume 84, Issue 3, September 2004, Pages 550-554
I tipi di mantello dell’Aussie sono merle e solido. Ricordiamoci poi che nel caso il cucciolo erediti gene nero da un genitore e gene rosso dall’altro, sempre nero sarà, perché il nero è dominante. Quando il mio cucciolo figlierà, il figlio potrà ereditare da lui il gene recessivo non espresso rosso: se incontrerà la stessa situazione per parte materna, ecco che ritorna ad essere espresso il gene rosso. Quindi:
Tutti i cuccioli da Nero incrociato con (x) Rosso = Nero a vedersi (ma hanno anche il gene rosso)
Tutti i cucciolo Rosso x Rosso saranno Rossi
Vi sono due tipi di base di Aussie : merle e solido. Se si incrociano Merle x Merle, bisogna stare attenti al gene letale White. Questo gene altro non è che la presenza di due geni Merle, ognuno derivato da ciascun genitore. Se c’è una sola area Merle sul cane, per piccola che sia, il cane è un Merle. Riprodurre un Merle con un Merle dà una possibilità del 50% che il cane porti un gene Lethal Merle. Questi individui saranno, o diventeranno presto, ciechi e sordi. Quindi abbiamo tutti gli elementi per concludere che, per andare sul sicuro, bisogna incrociare Solido con Merle. Si deve tener presente che:
Ogni occhio deve essere circondato da un colore diverso dal bianco
Ogni orecchio deve essere coperto da un colore diverso dal bianco
Non deve esserci bianco da sopra il ginocchio (stifle) dell’arto posteriore verso il corpo
Non deve esserci bianco dietro la spalla
E ancora:
Colori ammessi: blu-merle, nero, rosso-merle, rosso; tutti questi colori con o senza macchie bianche, con o senza macchie focate. Un collare bianco non si estende al di là del garrese. Il bianco è ammesso sul collo, sul petto e sugli arti. Il bianco sulla testa non deve essere predominante e gli occhi devono essere circondati di zone colorate. Il colore merle diventa più profondo con l’età.
Nel 2005, ricercatori del Texas hanno studiato svariate razze che presentano il tipo merle del mantello. In alcune di queste il gene merle ha ereditatarietà autosomica dominante, a penetranza incompleta, non recessiva come nell’Aussie. Alcuni cani etero od omozigoti per il gene presentano lesioni uditive ed oftalmologiche simili alla sindrome di Waardenburg nell’uomo. Studiato il DNA di questi cani è stato osservato che il tipo merle possiede un’inserzione di tRNA nella sequenza di un gene importante per la normale pigmentazione. Questa inserzione segrega con il tipo merle. Ancora più curiosamente è stato evidenziato che, con una reversione germinale (mutazione che avviene soltanto a livello delle cellule germinali, ovociti o spermatozoi), di frequenza 3-4%, la delezione di questa corta inserzione comporta il ripristino della pigmentazione normale. In poche parole, da due individui merle nascono individui solidi che hanno perso il gene.
Cappuccetto Rosso era una bambina molto pigra e l’unica cosa che le piaceva fare era guardare la televisione. A quel tempo, in televisione, andavano molto di moda i film che avevano come protagonisti dei cani-attori.
C’era il Pastore Tedesco che faceva il poliziotto, il San Bernardo che combinava un sacco di guai, un Meticcio furbo che faceva ridere tutti per la sua simpatia.Questi cani erano così bravi e divertenti che, qualche giorno prima di Natale, Cappuccetto Rosso disse alla Nonna - “Voglio un cane!”. E lo disse con il punto esclamativo!
La bambina, oltre ad essere molto pigra, era anche molto viziata e così, il giorno seguente, la Nonna la accompagnò in un negozio che vendeva animali e tornarono a casa con un cucciolo di cane. Era proprio un bel cucciolo, apparteneva ad una razza pregiatissima ed aveva persino il pedigree.
“Sicuramente” - pensò la bambina - “è bravo e intelligente come quelli della televisione!”. Cappuccetto Rosso, allora, si chiuse in camera con il cucciolo ed incominciò ad impartire ordini - “Seduto! Dammi la zampa! Vai a prendere la palla!”.
Il cucciolo era molto intelligente ma non aveva mai sentito quelle parole e nessuno gli aveva ancora insegnato a fare tutte quelle cose. Guardava dubbioso la bambina e l’unica cosa che riuscì a fare fu la pipì sul pavimento.
Cappuccetto Rosso si mise a piangere e urlare - “Questo cane non è come quello della TV, è stupido, non lo voglio più!”. La Nonna, il giorno dopo, riportò il cucciolo al negozio e la bambina ricominciò a guardare la televisione.
Qualche tempo più tardi Cappuccetto Rosso e la Nonna stavano passeggiando nel bosco, quando si trovarono davanti ad un prato tutto recintato.
L’insegna sopra il cancello aveva una scritta che diceva:
CENTRO CINOFILO “IL BUON LUPO”
Con grande stupore videro il cucciolo con un’altra bambina, sembravano molto affiatati!
La bambina era gentile e con grande attenzione stava insegnando al cucciolo come passeggiare al guinzaglio, sedersi e giocare con la palla insieme a lei.
Il cucciolo, che era intelligente, riconobbe subito Cappuccetto Rosso e avrebbe voluto abbaiarle qualcosa ma, visto che era anche molto educato, preferì stare zitto e continuare a giocare con la sua nuova amica.
Questa favola è dedicata a tutti i bambini che desiderano un cucciolo per Natale.
Benvenuti nel nuovo sito dell’Associazione Cinofila Santerno di Imola.
La nostra associazione, da più di 15 anni presente sul territorio imolese, si occupa di Educazione del cane, Agility Dog e Consulenza Cinofila.
L’obbiettivo di aggiornare e rinnovare le nostre attività ed i nostri spazi ci ha portato anche ad avere un nuovo sito.
Una nuova veste grafica, ma soprattutto la possibilità di avere una migliore qualità di relazione con i soci e con tutti coloro che desiderano avere informazioni, contatti o scambi di opinioni con noi.
Un ringraziamento speciale va ad Alessio, mente e cuore informatico dell’ACS.
Qualunque sia il corso frequentato o l’esercizio da affrontare il metodo di lavoro che verrà proposto al cane si basa sul rinforzo positivo che consiste nel premiare il cane con il cibo, un gioco o il contatto fisico, nel momento in cui risponde correttamente alla nostra richiesta. Continua...(clicca per leggere)
(…) In cima al tronco del più alto albero del giardino, mio fratello incise con la punta dello spadino i nomi di Viola e Cosimo, e poi, più sotto, sicuro che a lei avrebbe fatto piacere anche se lo chiamava con un altro nome, scrisse: Cane Bassotto Ottimo Massimo.
(…) Il cane Ottimo Massimo, per nulla intimidito dal fatto d’esser l’unico bassotto d’Ombrosa, corteggiava grosse cagne da pastore o cagnelupe, con spavaldo ardimento, fidandosi della naturale..
(…)
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe” disse la volpe.
“Vieni a giocare con me,” le propose il piccolo principe, “sono così triste…”
“Non posso giocare con te, “disse la volpe, “non sono addomesticata.”
“Ah! Scusa,” fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire ‘addomesticare’?”
(…)
“… vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo,” disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei..